1 gennaio 2010Bretagna😊 happy7 min
Bretagna
Il programma prevede visita di Cap Fréhel, Fort-la-Latte, Erquy, Dinard ,Dinan e Léhon totale km previsti e percorsi 257 tanto per non perdere l'allenamento. Prima destinazione Cap Fréhel, côte émeraude (prende il nome dell'acqua verde smeraldo) un luogo sorprendente. Spiagge selvagge, mare smeraldo, un santuario degli uccelli, dopo una breve perlustrazione ci rendiamo conto, che possiamo raggiungere Fort-la-Latte a piedi. La mappa di Google ci dice 4 km a tratta, i cartelli indicano 1,15h, la guida parla di 6 km, il tempo è molto incerto ma considerato che la giornata è ancora lunga e il giorno passato abbiamo percorso 600 km in auto decidiamo di fare questo piccolo trekking. Il percorso è buono e gli scorci suggestivi a metà percorso però una leggera pioggerellina ci accompagna per un po' ma poi per fortuna ci grazia visto che non avevamo preso nessun tipo di protezione contro la pioggia. Fort-la-Latte è una fortezza molto suggestiva a picco sul mare, dove un fortissimo e dispettoso vento rende instabile il cammino tra i passaggi dei ponti levatoio e in particolare l'ascesa alla torretta di avvistamento, tanto da far desistere quasi tutti i visitatori, in quanto molto esposta. Ripartiamo avendo speso 3 ore, a malincuore decidiamo di saltare Erquy e dirigersi direttamente a Dinard perlustriamo la città in lungo e in largo fotografando le classiche tende a rigoni che i bretoni utilizzano per ripararsi dal vento, fino ad arrivare alla fine di una piacevole passeggiata da cui ti trovi di fronte Saint-Malo, foto di rito. La terza tappa è Léhon, piccolissima perla bretone, a 1 km da Dinan che conserva ancora intatta la sua atmosfera medioevale tanto da rientrare tra i luoghi che si possono forgiare dell'appellativo di "petites cités de caractère"; all'imbrunire visita di Dinan con le sue caratteristiche casette medioevali, cena e rientro. Consiglio: se siete a Dinan non perdete assolutamente Léhon.
Penultimo giorno di vacanza, decidiamo di non allontanarci troppo dal campo base, prima puntata Paimpol.Obbiettivo ricca colazione e acquisto del pranzo a sacco, poi il programma prevede visita di Silon de TalbertMa quando arriviamo abbiamo una piacevole sorpresa anche in questa cittadina si svolge una fiera bretonee presto ci ritroviamo coinvolti nelle loro magiche atmosfere ci sono bancarelle che ancora vendono tutto il materiale che occorre al tappezziere, (da noi mestiere quasi dimenticato dopo l'arrivo dell'arredamento low cost) altre dove impagliano le vecchie sedie e altri che fanno cesti in vimini, una via intera di pescatori con esposto ogni meraviglia di pesci e crostacei, a prezzi da noi impensabili. Dietro ogni angolo ci sono i musicanti di strada che suonano ogni tipo di musica, dall'arpa e il violoncello, alle melodie tipo quelle di Bregović, poi quelle del film chocolat, (Yann Tiersen-La Noyée ) ci fermiamo ad ascoltarli rapiti dalla bravura e dall'atmosfera bucolica.Alle 12:00 siamo a Sillon de Talbert , si tratta di una stretta lingua di sabbia e ciottoli piatti, che si allungano per circa tre chilometri verso il canale della Manica formando un arco o meglio una sorta di punto interrogativo nel mare. Questo insolito e lunare promontorio è stato formato dalla forte azione delle maree e dalle correnti. Come molti luoghi bretoni anche questo ha un suo fascino ed una sua leggenda. Si narra, infatti, che Re Artù che risiedeva abitualmente nel castello di Kerduel vicino a Pleumeur-Bodou, durante una delle sue passeggiate nei dintorni abbia visto Morgana, fata dell'isola di Talbert e si sia innamorato di lei. Questo amore reso impossibile dal mare che li separava fece quasi impazzire il re fino a quando la fata per raggiungerlo non incominciò a gettare in mare sassolini che a poco a poco si trasformarono in una passerella di ciottoli, il Sillon de Talbert, che permise ai due amanti di incontrarti.Quale sia la sua creazione il luogo ora è una riserva naturale che protegge non solo questi sassi particolari, piatti e dalle variegate tinte pastello, ma anche numerosi uccelli migratori, come beccacce, pivieri e allodole, che nidificano qui sfruttando la possibilità di mimetizzare le loro uova tra le pietre rotonde.Appena scesi dall'auto il profumo di pesce cucinato a dovere ci fa abbandonare il pranzo a sacco per l'ennesimo piatto molto abbondante di moules, questa volta al gorgonzola, consumati in una terrazza di fronte all'oceano atlantico. Arrivati sulla punta di Sillon de Talbert, una pennichella è d'obbligo. Con tutta calma torniamo sui nostri passi e puntiamo verso Kermaria, una cappella vicina alla nostra casa. La zona è ricca di cappelle e questa è nota come la cappella della danza macabra in quanto al suo interno vi si trovano pitture consacrate al mistero della morte. 47 figure risalenti al 400, periodo dominato dalla paura della peste, ricoperti da intonaco e riportati alla luce nel 1856.Si tratta di una serie di affreschi raffiguranti Ankou, immagine scheletrica della morte, che guida i rappresentanti di tutte le classi sociali in una danza macabra che copre le volte tutt'intorno alla cappella. I soggetti, misurano circa 1,30 m di altezza, svariati sono ipersonaggi, tra cui il papa, l'imperatore, il cardinale, il re, il patriarca, il conestabile, l'arcivescovo, il cavaliere, lo scudiero, l'abate, l'astrologo, il borghese e il giudice.Tutti sono alternati a morti scheletrici. Ogni personaggio, con versi scritti sotto la figura, supplica Ankou di risparmiargli la vita. Arriviamo che sono le 19:00h ad accoglierci due donne una è una guida volontaria che però parla solo francese pertanto ci indica dove trovare la descrizione in italiano e là ci dirigiamo, siamo solo noi due, nessun altro visitatore. Mentre osserviamo la danza macabra e leggiamo la storia, un rumore ben distinto ci dice che hanno chiuso la porta, poco male, ormai abbiamo imparato che tutti i luoghi di culto hanno una chiusura che blocca il gancio con un fermo per evitare che il forte vento spalanchi le porte, rumore percepito chiusura metallica un pò sinistro ma poco importante. Il suono che invece desta fortemente allarme è quello che segue… l'inconfondibile rumore di una serratura che viene chiusa a chiave. Ci dirigiamo alla porta, pensando che la signora abbia chiuso sbadatamente perchè doveva assentarsi un momento ma poi riaprirà. Invece ci sbagliavamo la signora che, sembrava uscire da un film dell'horror, ci ha chiusi nella cappella della danza macabra. Quindi o ci diamo da fare o è assicurato che lì passeremo la notte. Io mi guardo intorno ma dalle finestre non si esce, sono troppo tra alte ma soprattutto troppo strette, controllo il cellulare ma non c'è linea i muri sono troppo spessi, allora cerco la corda delle campane, Maura intanto batte costantemente e insistentemente sul portone d'ingresso. La speranza è che passi qualche turista e ci senta. Dopo 30 interminabili minuti la donnina ultraottantenne e sorda ritorna con tanto di scuse e stupore. Dopo questo piccolo schock ci dirigiamo nel vicino paese di Saint Quay-Portrieux dove abbiamo mangiato in un simpatico locale "Les cochons flinguers" .
Rientro all'aeroporto di Paris-Orly, ci aspettano 556 km e per interrompere il viaggio abbiamo pensato di fare una sosta a Honfleur, in Normandia. Visto che all'arrivo causa traffico abbiamo impiegato più tempo del previsto pensiamo che sia meglio prevenire grattacapi
quindi sveglia alle 5:30 partenza alle 6:30, orario del volo per l'Italia 18:00. Tempo previsto per la visita di Honfleur 2h al massimo. Alla partenza l'intero paese di Lanloup è in gran fermento, lo sapevamo, quel giorno ospita l'evento più importante dell'anno, pubblicizzato in tutta la Bretagna; pare sia un evento molto sentito dai bretoni e sicuramente ci sarà un forte afflusso di pubblico, anche il bar che in sette giorni non siamo mai riusciti a trovarlo aperto è aperto, l'uscita dal paese tra le bancarelle ormai quasi allestite ci fa fare un po' di slalom e perdere più tempo del previsto. Il meteo è pessimo la pioggia ci accompagnerà
per tutto il tragitto fino a Parigi. Alle 10:00 siamo come da previsioni a Honfleur ma prima di visitare la città facciamo due passaggi sul ponte più lungo d'Europa, il ponte di Normandia, alla modica cifra di 12€.
I due passaggi sono obbligati in quanto è il modo piu' breve per raggiungere Honfleur. La visita alla cittadina ci conferma che la zona
del porto è una cartolina e che in questi posti dobbiamo tornarci per goderceli….
e quindi è d'obbligo fare una promessa:
kenavo Breizh….e Normandia!
Tanti viaggi per tutti!
Leonardo & Maura